Sabato 21 febbraio 2026
Una quindicina di soci ha effettuato la visita al Museo del Carcere Le Nuove, patendo freddo e scarsità di luce che, insieme al racconto della brava guida, ha narrato storie di uomini e donne della Resistenza che vissero giorni terribili fra le mura del carcere, hanno segnato emotivamente e fisicamente la visita.
Alla parete del primo corridoio ci ha accolti la frase di Piero Calamandrei: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati”, insieme alle foto di molti martiri che vissero questo triste luogo.
Il Museo del Carcere “Le Nuove” è situato presso l’ex carcere di Torino, detto appunto Le Nuove, costruito tra il 1854 ed il 1869, inaugurato nel 1870 sotto il regno di Vittorio Emanuele II, è rimasto in funzione fino a quando non fu sostituito nel 1986 dal più moderno carcere Lorusso e Cutugno, situato nel quartiere Vallette. Progettato dall’architetto Giuseppe Polani, era stato concepito, secondo i criteri dell’epoca, come un carcere a segregazione individuale. Disponeva di 648 celle, tredici bracci, compresi quelli dei condannati a morte, nonché di due cappelle. Durante il periodo fascista, vi rimasero reclusi oppositori, partigiani ed ebrei, come Ignazio Vian e Emanuele Artom, deportati e condannati a morte. Famigerato fu il braccio tedesco, gestito dalle SS, dove venivano torturati i detenuti. Fino alla caduta del fascismo non furono apportate modifiche alla struttura; successivamente, con i nuovi diritti costituzionali, il carcere fu reso lentamente più vivibile, eliminando i muri interni del cortile ed apportando importanti modifiche alle celle, tra cui l’ampliamento delle finestre e la dotazione di termosifoni e water.




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